Lettera agli azionisti
Signori Azionisti,
il 2021 è stato un anno straordinario, che sarà ricordato come l’anno di eventi inimmaginabili, appena dopo
la pandemia che ha flagellato l’umanità e che ancora continua a mietere vittime in tutto il mondo.
Abbiamo assistito all’assalto del parlamento americano, al fermo del commercio mondiale - per un incidente
ordinario nel canale di Suez - al ritiro dell’Occidente dall’Afghanistan che ha riportato indietro di cent’anni il
popolo afghano e con esso la democrazia, alla grande campagna vaccinale globale, all’avvio dell’era del
green pass.
Il 2021 lascerà il segno nella Storia, come pure il tempo presente che si apre con spiragli di guerra mondiale,
nientemeno che nel cuore della nostra Europa.
Nel perimetro, più piccolo, del nostro essere impresa, attore economico, Exprivia ha continuato la propria
missione di innovatore dei modelli di business dei propri clienti attraverso la trasformazione digitale,
interpretando le più grandi trasformazioni in atto, ormai inevitabili quanto urgenti: trasformazione ecologica,
energetica, in Europa con le varie declinazioni nazionali del PNRR diventate centrali nelle politiche sociali ed
economiche di ciascun paese.
Possiamo certamente affermare che il mercato in cui operiamo si trova in una situazione di privilegio:
durante la pandemia abbiamo potuto continuare a operare, garantendo così la continuità dei processi dei
nostri clienti. Sono state proprio le tecnologie ad abilitare, con lo smart working, nuovi approcci al servizio,
mentre oggi ci troviamo al centro del più grande piano industriale che il nostro Paese abbia visto dopo la
seconda guerra mondiale.
E tuttavia è stato un anno non facile per Exprivia che ha visto chiudersi la vicenda industriale avviata con
l’acquisizione di Italtel nel dicembre 2017. Nel corso del 2021 ci siamo concentrati nel consolidare le
posizioni acquisite nel mercato, supportando i nostri clienti in quella fase di ripresa che ha visto il PIL del
nostro Paese crescere di oltre il 6%.
Possiamo dire di avere agganciato la ripresa economica successiva alla fase acuta della pandemia, di
essere riusciti a crescere in linea con le tendenze del mercato del digitale italiano e soprattutto di avere
preservato, anzi incrementato, la marginalità e infine diminuito il debito, per la verità sempre contenuto in
parametri propri della dimensione di Exprivia. Proprio con solidi fondamentali, industriali e finanziari, ci
apprestiamo oggi ad una operazione di rilancio del nostro gruppo, attraverso nuove linee strategiche di
sviluppo che ci vedranno sempre più e meglio orientati alle sfide che incombono: la digitalizzazione del
Paese, le sfide ambientali che solo una convinta volontà politica assieme all’uso consapevole delle
tecnologie potranno vincere.
In questo contesto, non ordinario senza dubbio alcuno, possiamo e vogliamo dirlo: siamo davvero soddisfatti
di come si è chiuso per Exprivia SpA il 2021. Siamo cresciuti più di quanto ipotizzato dagli analisti del
mercato, registrando un +8% nei ricavi e un margine operativo lordo che si attesta al 13,5% del valore della
produzione, al di sopra delle medie delle società del nostro settore. L’indebitamento finanziario netto è
migliorato di ben 14 milioni di Euro attestando il debito a poco più di 26 milioni. Tutto ciò si traduce in una
bottom line che si attesta a 10 milioni di Euro.
Siamo soddisfatti e perciò intendo usare questa occasione per ringraziare i nostri clienti che hanno
mantenuto la fiducia nelle nostre capacità di supportarli nelle loro scelte di business, i più di duemila
collaboratori del nostro Gruppo e il management che mi supporta tutti i giorni nelle strategie e nella
implementazione delle stesse.
Con un gruppo solido nei suoi fondamentali, con il management coeso, stiamo indirizzando il futuro. Non è
mai stato facile fare previsioni, oggi è difficile più che mai: la guerra in Ucraina ci ha colti attoniti e increduli.